top of page

"Cuoricini - L'amore ai tempi dello smartphone" con Alessio Conti e Maria Grazia Schembri

  • Immagine del redattore: Francesca Egle Lovera
    Francesca Egle Lovera
  • 2 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

Workshop di gentilezza connessa: riscoprire l'amore digitale

Dal laboratorio di ZIRRAFA – La gentilezza come forza. Il potere delle parole che contano


MILANO, 3 giugno - Un martedì sera ancora tiepido di primavera, un piccolo gruppo raccolto attorno a un tema che ci tocca tutti e tutte da vicino: come cambia l’amore nell’epoca dello smartphone? È partito da questa domanda "Cuoricini – L’amore ai tempi dello smartphone", il workshop curato da Alessio Conti, esperto di benessere digitale, e Maria Grazia Schembri, psicologa, counselor sistemico e mediatrice familiare.

L’appuntamento si è inserito all’interno della rassegna “La gentilezza come forza. Il potere delle parole che contano”, un ciclo di incontri gratuiti che  ZIRRAFA per la comunicazione gentile dedica alla costruzione di nuove narrazioni attorno al lavoro, alla comunicazione e alle relazioni, con l’ambizione di far emergere un approccio più umano, accessibile e sostenibile al vivere e al lavorare insieme.


A moderare la serata Maria Aprile, – Sales & Marketing Manager e Advisor presso ZIRRAFA – che ha catalizzato dibattiti stimolanti, con un approccio concreto e coinvolgente.

Locandina del incontro di martedì 3 giugno del laboratorio culturale "La Gentilezza come forza. Il potere delle parole che contano", laboratorio di cultura accessibile organizzato da ZIRRAFA per la comunicazione gentile.

Amore e schemi: un cortocircuito contemporaneo

«In un’epoca in cui ci innamoriamo, litighiamo e ci lasciamo anche via chat – ha esordito Claudia Bocelli, founder di ZIRRAFA – c’era bisogno di fermarsi, anche solo per un’ora, a guardarci da fuori. A domandarci se quello che viviamo attraverso uno schermo sia davvero una relazione o solo la sua proiezione digitale».

A partire da domande semplici – Come cambia il modo in cui ci innamoriamo? Cosa perdiamo quando la comunicazione passa attraverso dei messaggi scritti? E cosa, invece, guadagniamo? – il workshop ha messo a tema il rapporto tra intimità e tecnologia, senza cadere nella trappola delle facili polarizzazioni tra “pro” e “contro”.


Alessio Conti fondatore del progetto Digital Detox Design, che da anni porta avanti percorsi di consapevolezza sull’uso dei dispositivi digitali, ha affermato:


«La tecnologia non è né buona né cattiva. È un mezzo. Il punto è: che tipo di umanità ci mettiamo dentro?».

Conti ha condiviso con i presenti spunti tratti dalla sua esperienza formativa in contesti aziendali e culturali, sottolineando come si sia abituati a pensare che la comunicazione digitale sia veloce, immediata, performante. Tuttavia, ha evidenziato che quando si parla di emozioni, fragilità, desideri, quella stessa immediatezza può diventare una trappola, perché l’amore non ha un algoritmo.



L'intimità ha bisogno di spazio

Accanto a lui, Maria Grazia Schembri ha portato il punto di vista psicologico, umano, e spesso toccante, del lavoro clinico con coppie e individui. Raccontandoci:


«Ricevo sempre più spesso persone confuse, disorientate da relazioni che sembrano esistere solo dentro uno smartphone. La parola ‘ghosting’, che fino a qualche anno fa era gergale, oggi fa parte del nostro lessico emotivo. È un fenomeno che ferisce, che lascia strascichi profondi».

Il workshop ha toccato anche il tema della cura delle parole, del tempo che serve per costruire un legame autentico, della necessità – anche politica – di riportare al centro la lentezza, la presenza e il corpo nelle relazioni. La counselor e autrice del libro "Riscrivere il cuore – Le donne e la sfida dell’amore tardivo" - chiudendo il suo intervento - ha affermato.


«La gentilezza non è debolezza. È una scelta forte, spesso scomoda. Significa prendersi il tempo per dire ‘ci sono’, anche quando sarebbe più facile sparire con un messaggio lasciato in sospeso».


Nessuna soluzione semplice, solo domande per migliorarci

La forza dell’incontro è stata proprio nella sua capacità di aprire spazi di riflessione, senza pretendere di offrire soluzioni preconfezionate. I partecipanti – professionisti della comunicazione, educatori, coppie, studenti, semplici curiosi – sono stati coinvolti in esercitazioni leggere ma significative, volte a far emergere le dinamiche personali che si attivano quando la comunicazione passa da uno schermo.


Una delle partecioanti - durante laperitiv che è seguito all'incontro - ha raccontato:


«Ci siamo ritrovati a ridere dei nostri stessi automatismi: il messaggino letto e non risposto, i tre puntini che appaiono e scompaiono, l’ansia dell’ultimo accesso su WhatsApp. Eppure, in quel sorriso c’era anche tanta consapevolezza nuova».

Un laboratorio di futuro (gentile)

Con Cuoricini, ZIRRAFA conferma la sua missione: essere laboratorio culturale e organizzativo dove parole come “empatia”, “cura”, “connessione” non sono slogan, ma pratiche da coltivare ogni giorno.


«Crediamo che servano spazi per ripensare il modo in cui comunichiamo e costruiamo relazioni, dentro e fuori dal lavoro - ha sottolineato ancora Claudia Bocelli - con questi eventi gratuiti vogliamo creare connessioni autentiche tra persone che sentono il bisogno di un cambiamento, e lo vogliono fare insieme, con competenza e gentilezza».

Che dire? Non è poco, in un mondo che ci vuole rapidi, efficienti e perennemente online. Fermarsi per un’ora a riflettere sull’amore – con leggerezza e profondità – è già un piccolo atto rivoluzionario.



Partecipa con noi a questo viaggio culturale: parola dopo parola, scopriremo insieme come trasformare la comunicazione in uno strumento di equità e innovazione.

Logo della rassegna culturale "La gentilezza come forza. Il potere delle parole che contano", laboratorio per la cultura accessibile organizzato da ZIRRAFA per la comunicazione gentile.

INSIEME POSSIAMO

FAR FIORIRE

UNA NUOVA CULTURA

FONDATA

SULLA GENTILEZZA!




 
 
 

Commenti


bottom of page